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Palazzo Pirelli celebra i suoi 60 anni con una mostra, visitabile in formato virtuale

L’esposizione, curata da Fondazione Pirelli e dall’architetto Alessandro Colombo, è stata presentata oggi con una diretta streaming. In libreria anche un libro-catalogo con foto d’epoca, documenti e testimonianze

Milano, 16 dicembre 2020 – Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, celebra i suoi 60 anni con una anticipazione della mostra che verrà aperta al pubblico nel corso del 2021. La presentazione dell’iniziativa, posticipata causa pandemia rispetto all’anniversario del 4 aprile del 1960 quando l’omonima azienda apriva la sua sede nell’edificio milanese, è avvenuta questa mattina in Sala Pirelli, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, del Vice Presidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala e dell’architetto Alessandro Colombo, curatore della mostra insieme alla Fondazione Pirelli. In collegamento Marco Tronchetti Provera, Presidente della Fondazione Pirelli, e Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli. L’anteprima della mostra è disponibile su www.60grattacielopirelli.org

Promossa da Fondazione Pirelli e da Regione Lombardia (Giunta e Consiglio), anche grazie al contributo di Pirelli e FNM Group, l’esposizione ripercorre origine e storia del Pirellone attraverso materiali storici originali, fotografie, illustrazioni, filmati di repertorio e testimonianze esclusive di persone che hanno pensato, progettato, realizzato e vissuto il grattacielo lungo il corso della sua vita.

“Il Pirellone -ha detto Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio regionale, la cui sede dal 2011 è Palazzo Pirelli, – è stato protagonista di stagioni diverse e si è sempre dimostrato perfettamente all’altezza delle nuove funzioni. Nel 1978, dopo otto anni di peregrinazioni, Regione Lombardia acquistò l’edificio facendone la propria sede, realizzando così un’associazione straordinaria, quella tra grattacielo e istituzione, che ancora oggi comunica in modo chiaro e immediato un’identità dinamica e moderna, figlia dell’operosità lombarda. Il Pirellone è simbolo perfetto di un territorio che al centro trova Milano, cuore della prima regione d’Italia”.

Assente per impegni istituzionali (la contemporanea Conferenza Stato-Regioni per aggiornamento situazione Covid), il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha inviato un messaggio in cui ha sottolineato come “dal genio di Gio Ponti è sorto l’edificio simbolo di Milano e della Lombardia. Espressione autentica di progresso e avanguardia, il Pirellone – si legge nella nota – osserva il mutare dei costumi, l’affermarsi di un benessere conseguito con lavoro e ingegno e l’evolversi di una metropoli contemporanea e cosmopolita. Presenza concreta e viva, cattedrale di modernità, il grattacielo volge alto il suo sguardo al futuro, mentre ai suoi piedi scorrono veloci storie di uomini e donne”.

“Il Grattacielo – ha spiegato Marco Tronchetti Provera (Fondazione Pirelli) – negli Anni Sessanta diventa rapidamente il simbolo del miracolo economico, in un’Italia che ha voglia di ripartire e libera energie straordinarie, tanto da diventare in pochi anni una delle grandi potenze mondiali industriali. Sono le energie del mondo delle imprese, insieme a quelle della politica e dei sindacati, in un grande progetto unitario di sviluppo, di migliore qualità della vita. Proprio il Grattacielo Pirelli ne è significativa conferma: la volontà di ripresa di una grande impresa fortemente radicata a Milano e, contemporaneamente, internazionale”.

Fil rouge di tutto il progetto, come illustrato dall’architetto Alessandro Colombo, curatore della mostra insieme alla Fondazione Pirelli, è la rielaborazione grafica di uno schizzo dell’architetto Gio Ponti, che riassume la sua visione di Milano, così come raccontata in un’intervista: “Sogno una Milano fatta dai miei colleghi architetti. Certamente non voglio una Milano fatta con case basse e un grattacielo qui, uno là, un altro là e un altro ancora là. Sarebbe come una bocca con qualche dente lungo e altri corti. I grattacieli sono belli se si trovano uno di fianco all’altro, come delle isole. (…) Questo che dico non è un sogno, dico ciò che sarà in futuro”. 

Cinque “tempi” scandiscono il racconto, e il lettore e il visitatore sono accompagnati da una timeline che ripercorre, dal 1956 ai giorni nostri, la grande storia nazionale e internazionale e gli eventi più significativi che hanno segnato l’immaginario collettivo. Vengono così documentate la prima industrializzazione, l’impresa e la modernità, la costruzione e l’architettura dell’edificio, fino a far rivivere gli interni, il design e il lavoro nel Grattacielo. E ancora: la Milano in movimento, la cultura e la moda negli anni sessanta e settanta, la nascita delle regioni, l’insediamento della Regione Lombardia e del Consiglio regionale e l’attività dell’istituzione, fino ad arrivare a una prospettiva sul futuro, tra memoria e capacità di progettare le città di domani. Nel ricostruire la storia sono state ascoltate le voci di dieci testimoni, donne e uomini della politica, della cultura e dell’economia che, tra ricordi e previsioni, fanno emergere la prospettiva di un territorio che ha attraversato momenti intensi di difficoltà e, nonostante tutto, ha sempre saputo fare leva sulle proprie capacità di sognare, sperare, progettare, costruire. Lavorare.

La diretta streaming di oggi ha ospitato anche una serie di brevi testimonianze, tra le quali quelle di Uliano Lucas (fotoreporter), Andree Ruth Shammah (regista), Piero Bassetti (primo Presidente di Regione Lombardia), Gianfelice Rocca (Gruppo Techint), Eva Cantarella (storico), Giuseppe Guzzetti (ex Presidente di Regione Lombardia), Carlo Ratti (ingegnere, MIT Seaseable City Lab).

“Storie del Grattacielo”, in libreria un volume di foto, documenti e testimonianze
Da oggi inoltre è disponibile nelle librerie il volume “Storie del Grattacielo. I 60 anni del Pirellone tra cultura industriale e attività istituzionali di Regione Lombardia” edito da Marsilio, a cura di Fondazione Pirelli e Alessandro Colombo (pp. 192, con 75 ill. a colori e 100 ill. b/n). Alle prefazioni istituzionali di Attilio Fontana, Alessandro Fermi, Marco Tronchetti Provetti, seguono saggi di approfondimento sulla storia economica e sociale e sull’architettura, a firma di Antonio Calabrò, Alessandro Colombo, Laura Riboldi e un’intervista a Piero Bassetti, primo Presidente di Regione Lombardia.

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