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Alimentazione: le proteine per bambini, a ciascuna eta’ il giusto apporto

Proteine: a ciascuna età il giusto apporto.:Le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

Com’è cambiata l’alimentazione italiana in 50 anni. Se nonni e bisnonni mangiavano carne una o due volte a settimana, perché la disponibilità di proteine di origine animale era più scarsa, i bambini di oggi hanno accesso a insaccati, salumi, carne rossa e bianca e pesce ogni giorno e a differenza dei propri avi nella dieta della generazione Z i legumi scarseggiano.

Le proteine, dopo l’acqua, costituiscono la parte maggiore dei tessuti per questo sono uno dei principali alimenti indispensabili nella dieta dell’uomo. Hanno un ruolo prevalentemente plastico, servono per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino delle cellule, rappresentando “i mattoni” necessari a costruire nuovi tessuti e riparare quelli danneggiati e, in misura minore, hanno una funzione energetica. Sono dunque fondamentali in età pediatrica, ma i bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% dell’apporto proteico giornaliero. A raccomandarlo è la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che fornisce alcune precise indicazioni alimentari per non cadere in errori che possano compromettere la salute del bambino di oggi e dell’adulto di domani.

Sono 5 le categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati). I pediatri raccomandano l’assunzione nell’arco della settimana di 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio. «È di estrema importanza prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine ad ogni pasto da scegliere, dunque, tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, ma mai combinandole nello stesso pasto – sottolinea il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. Le proteine svolgono un ruolo di base nel mantenimento di un buono stato di salute pertanto, nel rispetto generale di sane abitudini alimentari, la costante attenzione alla frequenza di rotazione consigliata delle fonti proteiche, unitamente al consumo di porzioni equilibrate, è in grado di preservare e promuovere la salute dei nostri bambini».

Facile, dunque, rendersi conto che troppo spesso si eccede nel consumo di proteine, soprattutto nella dieta dei bambini: un panino con formaggio e prosciutto, considerato un alimento più salutare di una merendina dolce, non è però bilanciato. L’abuso di cibi proteici può rappresentare anche un pericolo per l’organismo, soprattutto nei più piccoli, con complicanze a livello renale, modifiche dell’appetito e obesità.

Inoltre le proteine sono in realtà contenute in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento apporta lo stesso quantitativo proteico di un vasetto di yogurt.

«Le proteine non sono tutte uguali – sottolinea il Dott. Leonello Venturelli, pediatra garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – quelle di origine animale si definiscono complete, in quanto una singola porzione dell’alimento che le veicola è in grado di soddisfare pienamente il fabbisogno dell’organismo in termini proteici. Al contrario, le proteine derivanti da fonti vegetali quali i legumi si definiscono incomplete: in tal caso, una singola porzione non copre i fabbisogni proteici dell’organismo. Per raggiungerli, è necessario consumare insieme un’altra fonte alimentare». Un classico della cucina italiana, la pasta e fagioli, è l’esempio principe di questo concetto: combinando le proteine dei legumi con i cereali la qualità proteica viene migliorata per via di una reciproca integrazione, permettendo di raggiungere il fabbisogno proteico ideale.

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